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13/08/2005
VEDI LE FOTO DELL'F-16Dal 1982 la pattuglia dispone di F-16A, nel 1992 sostituito con l'F-16C. Delle moltissime esibizioni all'attivo (oltre 3700), tra le recenti ricordiamo quella del 1987 a Coney Island (l'esibizione con il più alto numero di spettatori della storia, ben 2250000) e quella svoltasi in Cina nello stesso anno, che è stata la prima esibizione di un reparto militare statunitense in territorio comunista.
L'addestramento dei piloti italiani destinati a volare sull'F-16 in quei reparti di volo che sono stati dotati di quest'aereo (37o Stormo di Trapani, 36o Stormo di Gioia del Colle e 5o Stormo di Cervia), non è avvenuto sulla Luke AFB di cui abbiamo parlato, ma presso il 162nd Wing dell'Air National Guard, in Arizona. Il reparto vanta un personale superiore a 1700 unità, con ben tre gruppi di volo stanziati.
Dopo una prima parte teorica, i piloti italiani hanno compiuto un iter di 46 missioni, per un totale di 59 ore di volo, nel corso delle quali sono stati affrontati tutti gli aspetti del volo a bordo del caccia, compreso quello dell'intercettazione dei cosiddetti "slow movers", aerei che volano a bassa quota e velocità, considerati una minaccia potenziale soprattutto dopo i fatti dell'11 settembre 2001.
Alcuni piloti italiani hanno poi proseguito con lo specifico corso da istruttore, strutturato in 11 missioni per circa 23 ore di volo. Assieme ai piloti, l'iter addestrativo ha coinvolto anche il ramo degli specialisti a terra, che dopo un periodo di lezioni teoriche, hanno subito cominciato a familiarizzare con i motori e la cellula dell'F-16.
Con la necessità di rinnovare il parco velivoli da difesa aerea, allora costituito da 48 F-104 ASA-M e 24 Tornado ADV restituiti alla RAF dopo il periodo di leasing, l'Italia, spinta da una parallela necessità di contenere la spesa, ha rifiutato l'offerta dei 28 nuovi Mirage 2000-5 francesi per stipulare un contratto con il ministero della difesa degli USA dal valore di 1600 miliardi delle vecchie lire.
Il contratto prevede l'utilizzo per 45000 ore di volo complessive in 7 anni di 30 F-16A Block 10 e 4 biposto F-16B Block 15, tutti ADF, più 4 F-16A da sfruttare per le parti di ricambio. Inoltre sono stati compresi, nel prezzo pattuito, l'addestramento di piloti e specialisti ed il supporto logistico completo. A carico dell'Aeronautica è stata richiesta la continuità di efficienza operativa per almeno 18 intercettori che siano in grado di svolgere due sortite al giorno.
La situazione in cui si è trovata la difesa aerea del nostro paese, a seguito di una scelta strategica di questo tipo, è stata criticata in più aspetti, primo fra tutti la condizione di obsolescenza dei velivoli consegnati i quali, sebbene rappresentino un evoluzione rispetto agli F-104, non sono dotati di quegli apparati tecnologici presenti nelle ultime versioni di F-16 fabbricate. Inoltre, a fronte di quella che è stata chiaramente un'operazione commerciale votata al risparmio, è poi emerso il problema del rifornimento in volo a causa dell'incompatibilità del sistema "probe and drogue", adottato sui nostri B-707TT, con il bocchettone dorsale dell'F-16.
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